La catena della produzione alimentare è tutta da riformare, anzi da formattare!
Alla diffusione del E. Colii, imputata a vari ortaggi[vd. post], tra cui germogli di soia biologici, si aggiunge ora un'altra ondata dovuta ad hamburger[2]. Come vedete il rischio di mangiare cibo contaminato da agenti biologici (o a maggior ragione chimici, di cui ci accorgiamo troppo tardi) nocivi è sempre presente. Non sappiamo niente di quello che si trova sugli scaffali di un supermercato, tranne che ha fatto un sacco di strada e chi lo ha prodotto non si è curato di altro se non del proprio profitto. Neanche il bollino del biologico per come è stato pensato garantisce poi nulla. Se io compro biscotti biologici con olii tropicali che vengono da fuori l'UE, con farine che vengono dalla Cina, e poi varie sostanze chimiche per lievitare, addensare, aromatizzare... beh, quello non è un prodotto biologico, quello è solo un bollino come tanti altri.
Quello è un "falso alternativo".
La vera svolta è produrre tutto nelle vicinanze, utilizzare pochissimi semplici ingredienti (per dei buoni biscotti ne bastano 6, per un gelato 3, per la marmellata 3, per uno shampoo 6), applicare a tutti un'etichetta trasparente come quella promossa da UPM e Mario Pianesi.
Sul numero di maggio/giugno di Verde Ambiente, la rivista del VAS (copertina in figura sopra) si parla di varie proposte di etichetta trasparente, di cui la più concreta è quella proposta da UPM che ha curato un articolo su tale numero dove riporta le immagini di alcune etichette attualmente in uso. Di fatto, tra tante proposte fumose, quella di UPM è l'unica in atto da anni, completa, funzionale. Posso tollerare che si dicano tante cose sui macrobiotici, che sono gialli, che mangiano sciapo, che sono fissati, ma non si può dire che non abbiano coraggio, passione, idee forti e rivoluzionarie, non si può dire che non facciano ciò che è universalmente riconoscibile come giusto per loro e per tutti: se la metà di noi vivesse una vita macrobiotica potremmo dimenticarci tutti i problemi di cui siamo afflitti oggi.
A presto, un post sull'etichetta trasparente Pianesiana.

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