giovedì 19 maggio 2011

Nucleare sicuro e scienza arrogante

Alcuni studi relativamente recenti dimostrano l'aumento del tasso di leucemia e cancro per i bambini che vivono a poca distanza (<5km) da un reattore nucleare in Germania. Uno di questi ha verificato ad esempio che i bambini che vivono i prossimità di un reattore rischiano il 60% dei casi di cancro e il 117% dei casi di leucemia in più rispetto alla media dei bambini che vivono in aree lontane da reattori nucleari [1]. Sembra anche che l'andamento sia pari all'inverso della distanza dal sito [2].
I punti che voglio sottolineare:
1. Il nucleare non è sicuro. I reattori soggetti allo studio non hanno subito danni o perdite (che si sappia, aggiungerei). Nonostante questo, l'effetto sulla salute negativo è dimostrato da studi statistici dotati di alta rilevanza statistica e il modello 1/d mostra un buon fitting.
2. Ancora più importante: la Scienza ha dei problemi e da uomo di scienza mi preme sottolineare che non ci si può affidare ad essa incondizionatamente. In primo luogo perché il suo sapere non è assoluto o eterno. Sì è vero, ci piace pensarlo in genere, ma non è così. Chi ha dei major studies in fisica dovrebbe saperlo bene, quale trauma psicologico costituiva per i fisici all'inizio del '900 affrontare il problema della radiazione di corpo nero, l'effetto fotoelettrico e così via! Alcuni la vivevano come una sconfitta personale. I fisici di quell'epoca impararono ad accettare i limiti della fisica e la temporaneità delle sue teorie. Ma il punto non è solo questo, il fatto è che il barbatrucco che permette i più grandiosi progressi matematici e i più miseri disastri applicativi è il principio del riduzionismo, in base al quale ci si permette di escludere in maniera piuttosto arrogante talvolta effetti secondari, quantità di poco conto o concause. E' applicando semplificazioni che si ritiene il cloro nell'acqua innocuo... salvo smentite, vd. post precedente.
Il problema della scienza è il riduzionismo, il problema di chi fa scienza è l'arroganza. Il riduzionismo porta a fare conclusioni non suffragate dalla realtà, l'arroganza ad accettarle come vere e forzare gli altri a crederci. Ed è questo il punto fondamentale di questo post. Al momento non ci sono motivi per cui il tasso di leucemia o cancro nei dintorni di una centrale nucleare dovrebbe essere più alto. Eppure "sensate esperienze" ci dimostrano così. Ora mancano le "certe dimostrazioni" (mi leggo qualcosa al riguardo e poi scrivo un altro post). Persino l'autore di [3] dice: "This unjustified conclusion illustrates the dissonance between evidence and assumptions. There exist serious flaws and gaps in the knowledge on which accepted models for population exposure and radiation risk are based." La scienza è portata per sua natura a fare "assumptions", assunzioni. Talvolta diventano presunzioni. E allora, che diavolo, ogni tanto basterebbe un po' di buonsenso. Costa molto meno di uno studio scientifico e garantisce risultati simili. Incerti, sì, come quelli di ogni studio scientifico, che non può arrogarsi mai il diritto della certezza. Lavorare nel mondo della ricerca deve significare prima di tutto umiltà e modestia, proprio come quella di un contadino o di un operaio. In fondo il lavoro di ricerca è un lavoro piccolissimo, che va ad accrescere di un delta il lavoro enorme costituito da generazioni di uomini e (purtroppo poche) donne.

P.S. un simpatico video di legambiente per il referendum del 12-13 maggio, con gli artisti che suoneranno dal vivo per fermare il nucleare. Cita indirettamente le scoperte degli articoli in bibliografia.

Biblio: (NB: [1] e [3] sono indicizzati pubmed)

[1] Kaatsch P., Spix C., Rath R.S., Schmiedel S. and Blettner M., "Leukaemia in young children living in the vicinity of German nuclear power plants", Int. J. Cancer: 1220, 721–726 (2008)

[2] E. Lengfelder, "Childhood Cancer in the Vicinity of German Nuclear Power Plants, Background and a short radiobiological evaluation of the data situation"

[3] Nussbaum R. H., "Childhood Leukemia and Cancers Near German Nuclear Reactors: Significance, Context, and Ramifications of Recent Studies", Int. J. Occup. Environ. Health, 2009; 15:318-323

Studio di prossima uscita da tenere d'occhio:

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