Uno studio del 1992 [1], basato su un corpus di studi precedenti (meta-analysis) suggerisce che esista un legame tra il consumo di derivati della clorazione (la aggiunta di cloro all'acqua per renderla potabile disinfettandola) in acqua potabile e l'insorgere di cancro alla vescica e retto. La clorazione infatti può reagire con composti organici producendo DBPs (Disinfection By-Products) di natura carcinogena.
L'articolo suggerisce anche che il 9% dei casi di cancro alla vescica e il 18% dei tumori al retto siano ogni anno causati dalla clorazione dell'acqua. Si tratta di migliaia di casi l'anno per gli USA.
Per quanto la OMS (Organizzazione Mondiale per la Salute, o World Health Organization) raccomandi di tenere sotto controllo tali elementi carcinogeni, non si è effettuato nessuno sforzo in decenni per utilizzare diversi sistemi di disinfezione dell'acqua. Eppure ci sono. Ad esempio combinando trattamento UV (che uccide i microorganismi senza lasciare residui chimici) e altri stadi di filtraggio (per rimuovere le rimanenti parti di tossine, metalli pesanti, etc.). Questo perché il mondo ruota attorno al denaro e non alla salute. Se le amministrazioni pubbliche continuano a ragionare in termini di risparmio economico (e qui lo stato non le aiuta di certo, visto che le ha private di alcune entrate importanti come l'ICI), invece che di spesa sulla salute pubblica, interventi di modifica come questi alle infrastrutture non ci saranno mai. Tantopiù che oggi, qui in Italia siamo in aria di "privatizzazione" dell'acqua [2].
Tra l'altro nonostante l'uso del cloro, da alcuni studi, come in [3], si capisce che una certa quantità di batteri sono sempre presenti nell'acqua di rubinetto. Fatta eccezione per alcune specie pericolose, per dire E. colii ed Helicobacter pylorii, che sono estremamente nocive e prima che l'acqua fosse disinfettata erano causa di mortalità elevata, molte altre specie di microorganismi e batteri vivono in simbiosi con noi, prima ancora che con i nostri simili, gli animali e le piante. E così dev'essere per la nostra salute. D'altra parte dove abito io, mio bisnonno poteva bere l'acqua del fiume giornalmente senza rischio di sviluppare infezioni. Il succo: equilibrio: anche troppa igiene fa male. Vogliamo parlare dell'uso smodato di antibatterici e del triclosan o lo lascio per la prossima puntata?
Bib:
[1] Morris R.D., Audet A.M., Angelillo I.F., Chalmers T.C., Mosteller F. "Chlorination, chlorination by-products and cancer: a meta-analysis", J. Public Health, 1992 jul, 82(7):955-963.
[3] Ridgway H.F. and Olson B.H. "Chlorine resistance patterns of bacteria from two drinking water distribution systems." Appl Environ Microbiol. 1982 October; 44(4): 972-987
1 commento:
il triclosan merita decisamente un capitolo a parte
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