giovedì 29 settembre 2011

Tonino non sa...

Tonino è un ragazzo italiano come tanti, ha solo 14 anni e ci sono tante cose che ancora deve imparare. Purtroppo gli adulti non lo aiutano, anzi...
Tonina si alza, come ogni mattina, alle 7, al suono della sveglia, puntuale e impietosa. Quale che fosse il suo stato di sonno deve svegliarsi, perché questa è la regola. Tonino non sa che suo nonno e tutti quelli prima di lui si alzavano con le prime luci, come veniva naturale.
Tonino va in cucina, e trova il latte già pronto sul tavolo, insieme ai biscotti e la nutella. Tonino non sa che quel latte viene da mucche deformi stipate in stalle dove non hanno mai visto un filo d'erba. La pubblicità non lo dice. La pubblicità mostra una mucca in un prato alpino sconfinato. Non sa neanche che la povera mucca che gli ha donato il suo latte viene mantenuta ad antibiotici per tutta la sua vita, perché le condizioni igieniche della stalla dove vive sono tali da rendere inevitabili le malattie. Il povero Tonino non sa che lui stesso sta assorbendo quegli antibiotici, che hanno effetto sul suo sistema endocrino. Tonino sa solo che il latte fa bene alle ossa. Quante bugie gli hanno raccontato, povero Tonino. Il latte le fa crescere in lunghezza, sì, ma fragili. Non può neppure immaginare che da anziano, gli diranno di berne di più, per la sua osteoporosi. E chissà perché, peggiorerà di giorno in giorno.
Ma è una bella giornata di maggio e Tonino tutto questo non lo sa. Si spalma una bella fetta di cioccolato sul pane. Dicono che cominci la giornata da leone. Forse perché gli ingredienti per quella cioccolata, in particolare i grassi (idrogenati, perché al palato sembra più buono) vengono dall'Africa e arrivano su navi che viaggiano per settimane, o su aerei, per fare prima. Tonino non sa che quel singolo vasetto di cioccolata costa all'ambiente più di una giro in macchina fino al negozio di giocattoli più vicino.
Tonino prende l'auto con i genitori. E' per il traffico che si sono dovuti alzare presto: nella sua città ci vogliono anche tre quarti d'ora per arrivare alla scuola. Tonino non sa che questo succede solo in città, che il suo amico Alberto, che vive nelle Marche questo problema non l'ha mai avuto. Tonino non sa neanche che in altri paesi d'Europa ci sono gli autobus, e anche i ragazzini li possono prendere, senza paura di fare tardi o di fare brutti incontri.
Tonino guarda fuori dal finestrino: il sole non rende le grosse strade più attraenti. Gli piacerebbe poter vedere un po' di verde, una collina sola magari. Tonino non sa che fino a 30 anni prima quella zona era tutta una campagna. Poi sono arrivati i palazzinari, il cemento e hanno costruito case, perché quelle si vendono. I servizi no. Non hanno fatto scuole, negozi, giardini. Quelli non fruttano. E così tutti i giorni tocca spostarsi alla scuola più vicina: 10km in 45 minuti.
Tonino entra a scuola. E' grande ormai e il prossimo anno inizierà le superiori. Studiare non gli dispiace. Ricorda benissimo tutte le guerre dal 1200 all'800. Tonino non sa però che cosa succedeva davvero nei secoli. Com'erano le persone che hanno vissuto in Europa, che mestieri facevano, come mangiavano e vestivano. A scuola non ha neanche mai sentito parlare dell'impero cinese, la più duratura civiltà al mondo, quella che ha sviluppato una medicina che guarisce senza antibiotici, quella che ha sviluppato la cartografia prima ancora dell'occidente. A scuola si imparano tante cose, ma le cose da sapere davvero sarebbero molte di più. E non te le spiega nessuno. Ad esempio perché la sua compagna lo guarda sempre, perché quando annusi un fiore ti senti più felice e perché bisogna sempre alzarsi alle 7? Questo non te lo dicono. Non dicono neanche perché il papà e la mamma devono andare a lavoro anche quando stanno male e non possono mai passare una giornata di sole in giro con lui.
Tonino arriva a casa. Lo ha accompagnato il papà. Ha preparato un piatto di pasta olio aglio e peperoncino. Lo mangia rapidamente poi torna di corsa al lavoro. Tonino viene lasciato in compagnia della televisione. Tonino non sa perché il papà deve sempre correre al lavoro, ma non ci pensa su, perché ha la televisione accesa davanti.
E così mentre la bicicletta arrugginisce in cantina, Tonino guarda un po' di combattimenti e violenza gratuita in tv. Si stima che un adolescente abbia visto decine di migliaia di morti in tv in tutta la sua vita. Ma a questo non hanno mai pensato i genitori di Tonino. Per fortuna arriva un suo amico, con un pallone calcio nuovo fiammante. Ah, se sapessero che quel pallone l'ha cucito un loro coetaneo non riderebbero così allegramente nel giocare.
Intanto è ora di fare i compiti, e quando Tonino è ancora a metà arriva la mamma che lo porta in piscina. Ha scelto la piscina perché aiuta a far crescere bene il fisico, dice. Ma in realtà è che anche lei deve respirare un po' e lasciandolo lì un paio d'ore ha del tempo per sé. Come in tutte le piscine buttano cloro a più non posso. A nulla è valso lo sforzo dei ricercatori che negli anni '90 avevano dimostrato la potenziale pericolosità delle acque clorate per il corpo umano. E poi che freddo che prende Tonino quando esce, ancora mezzo bagnato. Sono settimane che ha la tosse e non smette mai. Il dottore più che uno sciroppo non ha saputo che dargli e l'effetto non si è visto.
Intanto è cena, e fra un affettato e un uovo in camicia Tonino viene mandato con la pancia pesante a finire i compiti mentre i genitori stanchi e frustrati si incantano davanti alla televisione, ipnotizzati e idiotizzati.

Tonino non sa che tutto questo potrebbe cambiare, che in questo stile di vita è praticamente tutto sbagliato. Esistono tante forze che cercano di risolvere alcuni dei problemi e dei conflitti di questa società, economia, e modo di vivere, così come esistono tante persone che facendovi del volontariato pensano di seguire la strada giusta. Ma in vita mia non ho mai visto un sistema di idee così completo e capace di risolvere tutti questi problemi allo stesso tempo, e una organizzazione di persone così determinata e pragmatica come quella che sta dietro al movimento macrobiotico UPM, in Italia e nei paesi in via di sviluppo, che grazie alla loro minore cupidigia e arroganza stanno recependo e facendo loro il messaggio e i mezzi della macrobiotica in maniera molto più rapida di noi vecchiardi bianchi.

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